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Il cambiamento comincia da noi

Un'occasione per rileggere l'esperienza estiva, condividere il proprio cammino e scoprire come la novità del Vangelo possa trasformare la vita quotidiana.

Antonino Di Giglio

Antonino Di Giglio

Giovani
18 ott 2026
6 min

Il cambiamento comincia da noi: Giovani e Giovanissimi si ritrovano dopo il Campo Scuola

Un'occasione per rileggere l'esperienza estiva, condividere il proprio cammino e scoprire come la novità del Vangelo possa trasformare la vita quotidiana.

Un campo scuola non termina davvero quando si chiudono le valigie e si torna a casa. Le esperienze vissute, le relazioni costruite, le domande nate e le scoperte fatte continuano ad accompagnarci, trovando spazio nella quotidianità e nel nostro cammino di fede.

Con questo spirito, sabato 17 ottobre, i Giovani e i Giovanissimi dell'Azione Cattolica della Diocesi di Pozzuoli si sono ritrovati presso la parrocchia San Vitale Martire per la Pizzata post Campo Scuola 2026.

Un'occasione per ritrovarsi dopo l'estate, condividere ricordi ed emozioni, ma soprattutto per interrogarsi su quanto l'esperienza del campo abbia lasciato in ciascuno e su come possa diventare un punto di partenza per il nuovo anno associativo.

Il cambiamento parte da dentro

«Cosa ho lasciato in estate e cosa trovo adesso?»

È una delle domande che hanno accompagnato la riflessione dei partecipanti, invitandoli a guardare con sincerità al proprio percorso.

Cosa è cambiato dal campo a oggi? Quali propositi sono rimasti vivi? Quali atteggiamenti, incontri o parole continuano a interrogarci? E soprattutto, in che modo un'esperienza intensa può trasformarsi in un cambiamento concreto nella vita di tutti i giorni?

Dal confronto tra Giovani e Giovanissimi è emerso un elemento particolarmente significativo: in molti hanno riconosciuto l'importanza di intraprendere un autentico lavoro interiore, un percorso di conoscenza e cambiamento di sé, capace di migliorare il proprio rapporto con Dio e, allo stesso tempo, il modo di affrontare la vita quotidiana.

Tra le riflessioni condivise, una in particolare ha offerto uno spunto prezioso: imparare a vivere le novità della propria vita, senza limitarsi a subirle o a ricercarne continuamente di nuove.

Spesso siamo portati a desiderare nuove esperienze, nuovi stimoli e nuovi cambiamenti, rischiando però di non fermarci abbastanza a comprendere e valorizzare ciò che già stiamo vivendo.

La vera sfida può essere allora quella di cambiare il nostro atteggiamento: non aspettare necessariamente che qualcosa intorno a noi sia diverso, ma imparare ad abitare con maggiore profondità il presente, accogliendo le opportunità e le difficoltà che porta con sé.

Non sempre possiamo scegliere ciò che cambia nella nostra vita, ma possiamo lavorare su come vivere e affrontare quel cambiamento.

«Vino nuovo in otri nuovi»: lasciarsi trasformare dal Vangelo

Questa riflessione ha trovato un significato ancora più profondo grazie al contributo di don Domenico Lasaponara, che, pur non potendo essere fisicamente presente, ha partecipato all'incontro attraverso una videochiamata, offrendo ai ragazzi preziosi spunti per il cammino che li attende.

Al centro del suo intervento, il brano del Vangelo di Marco (Mc 2,18-22), icona biblica comune alle guide associative di quest'anno: «Tutto di nuovo!», dedicata ai Giovanissimi, e «Piazza Grande», rivolta ai Giovani.

«Vino nuovo in otri nuovi!»: un'immagine attraverso la quale Gesù ci invita a comprendere che la novità del Vangelo richiede la disponibilità a lasciarsi trasformare.

Il vino nuovo rappresenta la vita che Dio continua a far germogliare dentro di noi; gli otri sono le nostre vite, il nostro modo di pensare, amare, scegliere e stare nel mondo.

Come ha sottolineato don Domenico, il problema non è sempre la novità che arriva, ma talvolta la rigidità con cui cerchiamo di contenerla. Le nostre paure, le abitudini e le resistenze possono impedirci di accogliere le possibilità di crescita che il Signore ci pone davanti.

«Non puoi chiedere a Dio una vita nuova e poi difendere tutto ciò che ti tiene prigioniero nella vita vecchia».

Una provocazione forte, che si collega direttamente alle riflessioni emerse tra i ragazzi.

Lasciarsi rinnovare non significa cancellare la propria storia o negare le difficoltà vissute, ma evitare che il passato diventi un limite per ciò che possiamo diventare.

Il Vangelo non è semplicemente qualcosa da aggiungere alla nostra vita: è una forza capace di trasformarla dall'interno, aiutandoci a guardare noi stessi e gli altri con occhi nuovi.

Dalla propria vita alla «Piazza Grande»

Ma il cambiamento non può fermarsi alla dimensione personale.

È questo il passaggio che collega le due guide associative e che don Domenico ha voluto mettere in evidenza: Dio non ci rinnova per tenerci chiusi in una versione migliore di noi stessi, ma perché possiamo diventare una presenza nuova per gli altri.

Se «Tutto di nuovo!» invita a lasciarsi trasformare dal Vangelo, «Piazza Grande» ci chiede di portare questa trasformazione nei luoghi della nostra quotidianità.

La piazza è il luogo dell'incontro, delle differenze e delle relazioni. È la scuola, l'università, il lavoro, il gruppo di amici, la parrocchia, la famiglia. È il mondo reale, nel quale siamo chiamati a vivere concretamente la nostra fede.

La domanda, allora, non è soltanto quale cambiamento desideriamo per noi stessi, ma anche quale presenza vogliamo essere nella vita degli altri.

«Vogliamo essere giovani che occupano spazio o giovani che fanno spazio?»

Fare spazio significa imparare ad ascoltare senza giudicare, accorgersi di chi rimane ai margini, accogliere chi è diverso da noi e contribuire a costruire comunità nelle quali ciascuno possa sentirsi parte.

La novità del Vangelo diventa così un invito a trasformare non soltanto il proprio cuore, ma anche le relazioni e gli ambienti che abitiamo.

Un cammino che continua, insieme

La Pizzata post Campo Scuola è stata anche un'occasione per riscoprire la bellezza dello stare insieme, tra momenti di condivisione, riflessione e convivialità.

È proprio questa una delle ricchezze dell'Azione Cattolica: offrire a Giovani e Giovanissimi uno spazio nel quale sentirsi accolti, confrontarsi liberamente, accompagnarsi nella crescita e imparare a riconoscere la presenza di Dio nella propria storia.

Le riflessioni condivise ci ricordano che la crescita personale e quella spirituale non sono due percorsi separati. Imparare a conoscere se stessi, ad affrontare le novità e ad accogliere le sfide della vita può diventare anche un modo per approfondire la relazione con Dio e vivere più consapevolmente la propria fede.

Il campo scuola rappresenta una tappa del percorso, non il suo traguardo. Quanto vissuto durante l'estate può diventare un seme capace di crescere nel tempo, attraverso le relazioni, la preghiera, il servizio e l'impegno quotidiano.

L'augurio per tutti i Giovani e i Giovanissimi della nostra diocesi è che quanto seminato possa continuare a portare frutto, trasformandosi in una fede sempre più consapevole, in relazioni autentiche e nel desiderio di essere protagonisti della vita della Chiesa e del territorio.

Perché il cambiamento più importante non è sempre quello che accade intorno a noi, ma quello che siamo disposti a lasciar maturare dentro di noi.

E quando questo cambiamento incontra la vita degli altri, il Vangelo diventa davvero una novità capace di trasformare il mondo.

Il cammino continua. Insieme.

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