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Disarmati e disarmanti

Questa mattina, nella parrocchia San Vitale, si è svolta la Festa della Pace dell’Azione Cattolica di Pozzuoli sul tema “Disarmati e disarmanti: la pace del Cristo Risorto”. Adulti e giovani si sono riuniti per preghiera, testimonianza e laboratori, riscoprendo la pace come scelta quotidiana di dialogo e riconciliazione.

Antonino Di Giglio

Antonino Di Giglio

Unitario
1 feb 2026
4 min

Si è svolta questa mattina, domenica 1 febbraio 2026, nella parrocchia San Vitale, la Festa della Pace dell’Azione Cattolica della diocesi di Pozzuoli, che ha riunito giovani e adulti attorno al tema “Disarmati e disarmanti: la pace del Cristo Risorto”. Un momento di preghiera, ascolto e laboratori che ha aiutato tutti a riscoprire la pace come stile di vita evangelico, capace di trasformare i cuori e le relazioni.

Approfondimento: Messaggio di papa Leone XIV per la LIX Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2026)
La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante

Il programma della mattinata

Ora Attività
9.00 Accoglienza
9.20 Preghiera iniziale + Intervento di don Domenico (Assistente Giovani Diocesano)
10.00 Testimonianza + Contributo ACR
10.30 Laboratori
11.30 Chiusura attività in Plenaria
12.00 Santa Messa

La preghiera iniziale: “Beati i miti”

La mattinata si è aperta alle ore 9.00 con l’accoglienza dei partecipanti e, alle 9.20, con la preghiera iniziale ispirata alle Beatitudini, in particolare al versetto «Beati i miti, perché avranno in eredità la terra». Invocando lo Spirito Santo come soffio di vita e portatore di pace, la comunità ha chiesto di essere resa capace di testimoniare la compassione di Dio, di costruire fraternità e di vincere l’odio, la violenza e la paura.

La Parola del Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12) è risuonata come fondamento del cammino: poveri in spirito, miti, operatori di pace e perseguitati per la giustizia sono stati presentati come volti concreti di una umanità nuova, chiamata a vivere secondo lo stile di Gesù. A seguire, alcune intenzioni di preghiera e testi di san Giovanni Paolo II e di papa Leone XIV hanno richiamato i presenti a cercare una pace che nasce dall’armonia interiore, dalla coerenza di vita e dalla fraternità che scaturisce dall’amicizia con Cristo.

L’intervento di don Domenico

Nel suo intervento, don Domenico, assistente diocesano dei giovani di Azione Cattolica, ha aiutato a leggere il tema della giornata alla luce della vita quotidiana dei ragazzi e dei giovani. A partire dal messaggio di papa Leone XIV sulla “pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”, ha sottolineato come la vera forza del cristiano non stia nelle difese o nel controllo, ma nella fiducia, nel dialogo e nella scelta di non rispondere al male con altro male.

La testimonianza di Antonio Mallardo e il servizio della Fondazione "I Care"

Un momento toccante della mattinata è stata la testimonianza di Antonio Mallardo, vicepresidente della Fondazione "I Care", nata nel 2004 da un gruppo di amici legati alla parrocchia San Vitale di Fuorigrotta e alla Congregazione delle Ancelle Eucaristiche di Melito di Napoli. La fondazione opera soprattutto nella missione di Mulagi in Uganda, sostenendo progetti per acqua, salute, istruzione, infanzia e formazione dei giovani, offrendo opportunità concrete a bambini e comunità in contesti di povertà e carestia.

Antonio ha condiviso come questi impegni missionari incarnino la pace "disarmata e disarmante": stare accanto agli ultimi, costruire fraternità attraverso scuole, ambulatori, pozzi d’acqua e reinserimento sociale, trasformando la logica dello scarto in quella dell’incontro e della dignità per tutti. La sua parola ha ispirato i presenti a vedere la pace non come astrazione, ma come azione quotidiana di solidarietà globale, radicata nel Vangelo e aperta al mondo.

Laboratori: riconoscere e trasformare le “armi” quotidiane

Nei laboratori, i partecipanti sono stati accompagnati a riconoscere le “armi” che ognuno usa nella vita di tutti i giorni – parole, gesti e atteggiamenti che feriscono o creano distanza – e a immaginare modi concreti per trasformarle in gesti di dialogo, perdono e riconciliazione. Lo scopo non era solo analizzare i conflitti, ma educare lo sguardo a passare “dallo scudo al cuore”: dalla difesa e dal controllo alla fiducia, all’apertura all’altro e alla responsabilità di una pace che si fa scelta quotidiana e contagiosa.

La plenaria e l’Eucaristia

Alle 11.30, in plenaria, sono stati ripresi i frutti dei laboratori, dando spazio alle risonanze dei ragazzi e dei giovani sulle domande emerse: cosa significa concretamente “disarmare il cuore”, quali scudi è più difficile abbandonare, come la pace può diventare stile quotidiano nelle famiglie, nella scuola, nei luoghi di impegno. Ne è scaturita una condivisione semplice ma profonda, che ha mostrato il desiderio di essere “artigiani di pace” a partire dai gesti piccoli e nascosti.

La celebrazione della Messa delle ore 12.00 ha poi raccolto e consegnato al Signore il cammino della mattinata. Nella preghiera per la pace, l’assemblea ha invocato il dono dello Spirito Santo perché purifichi i cuori da ogni sentimento di odio e vendetta, illumini sulla dignità di ogni persona e renda tutti pronti a consumarsi per un mondo pacificato nella verità, nella giustizia, nell’amore e nella libertà.

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