Ri-generACi! Il Campo Unitario 2026 a Roma
formazione
educatori
vita associativa
unitario
camposcuola
estate
condivisione
servizio

Ri-generACi! Il Campo Unitario 2026 a Roma

"Dobbiamo fare un articolo su questo Campo unitario!" ci siamo detti in Consiglio diocesano...ma che cos'è un Campo Unitario e come mai quello appena vissuto è stato speciale?

Anna Zenga

Anna Zenga

Unitario
7 set 2026
10 min

Dobbiamo fare un articolo su questo Campo unitario!" ci siamo detti in Consiglio diocesano...ma che cos'è un Campo Unitario e come mai quello appena vissuto è stato speciale?

Beh, ogni Campo scuola è tante cose:

pensiero, progetto, organizzazione, programma, viaggio...

Ma soprattutto una proposta, un invito che diventa realtà solo quando qualcuno risponde: sì, eccomi, ci sono!:

Quello Unitario in particolare, di solito un week end residenziale nel mese di settembre dedicato a responsabili e soci, è un momento fondamentale per fare il punto della situazione e degli obiettivi per l'anno associativo che sta per iniziare.

Stavolta Presidenza e Consiglio diocesano hanno voluto fare una scelta diversa e mai sperimentata: una due giorni a Roma ospitati proprio nella Domus Mariae, la Casa dell'Azione Cattolica Italiana. Costruita grazie alla sottoscrizione che la Gioventù femminile di Azione Cattolica organizzò nei primi anni 50, sotto la spinta instancabile della nostra "sorella maggiore" Armida Barelli, per diventare un luogo che a Roma fosse casa per ogni aderente dell'Azione Cattolica, nel corso degli anni ha accolto innumerevoli convegni ed eventi nazionali, e tuttora ospita la Sede nazionale dell'ACI.

Casa accogliente e aperta, la Domus Mariae, dove si può riassaporare quel gusto di stare insieme come in una famiglia in un luogo così fisico e pieno di passione associativa. Il posto perfetto per creare un ponte ideale tra il percorso formativo diocesano 2025-26, cinque tappe per conoscere scelte, caratteristiche, struttura e storia di quasi 160 anni della nostra Associazione, e questo anno assembleare che ci porterà a sognare e progettare il prossimo triennio attraverso la scelta di obiettivi, risorse e ruoli.

Ecco allora il nostro Campo "Alzati e va'", dall'icona biblica dell'anno associativo 2026-27: alzarci, per uscire dalla nostra diocesi e dai soliti luoghi, affrontare un viaggio per ritornare alle origini della nostra storia e visitare il Centro nazionale, là dove tutto (testi, guide, percorsi, proposte) prende origine, per ritrovare la consapevolezza del significato della scelta associativa, e ripartire rinnovati verso l'anno assembleare. Una proposta non semplice da realizzare ma sicuramente coinvolgente, a cui hanno risposto 25 partecipanti, di età e ruoli diversi: giovani, adulti, educatori ACR, molti consiglieri diocesani e anche qualche volto nuovo, insieme al presidente diocesano Antonino Di Giglio.

Eccoci all'inizio del Campo, sabato 5 settembre, partire insieme per Roma, un gruppo in treno in allegria, altri in auto, per venire incontro alle esigenze di tutti. Incontrarci alla Domus Mariae è già un momento emozionante, ancor di più varcare la soglia della Sede nazionale e sentirsi attesi ed accolti.

Si parte subito con la visita del Centro nazionale guidati dal consigliere nazionale Adulti Fabio Dovis, che ci ha raccontato, spiegato, condotto attraverso le varie stanze e uffici, portandoci a toccare con mano la vita pulsante dell'associazione; infatti in quel primo week end di settembre il centro nazionale era in piena attività e spesso abbiamo dovuto chiedere permesso per dare un'occhiata alle sale, occupate da riunioni dei vari Settori e Aree associativei intenti al lavoro di avvio dell'anno, incontrando l'Ufficio centrale Adulti, i Giovani con il loro Assistente nazionale, il Msac insieme alla FUCI, le coppie dell'Area Famiglia e Vita con i loro bambini, la Promozione associativa... Abbiamo sperimentato un'aria frizzante di impegno ma soprattutto di famiglia, accolti da tutti col sorriso e una cordialità sincera: "Siete a casa, siete i benvenuti, questa è casa vostra!"

La visita della Sede nazionale è stata un momento intenso per tutti, per chi c'era già stato ma specialmente per chi la conosceva per la prima volta: vedere l'attività di tante persone che gratuitamente spendevano il tempo ancora estivo del fine settimana per dedicarlo alla vita dell'AC ha colpito molto, e la sosta nella suggestiva cappella dei Santi e Beati di AC, poi nella grande chiesa interna dedicata a Maria Immacolata - ricordando san Piergiorgio Frassati - e infine davanti all'iscrizione in marmo che ricorda Vittorio Bachelet ci ha dato davvero il senso di una storia di impegno e passione portata avanti nel tempo da varie persone che la scelgono e se ne mettono a servizio, non per sé stessi ma -- come da sempre -- perché tutti possano incontrare Cristo.

I lavori del Campo sono proseguiti per tutto il pomeriggio di sabato, nonostante alcune difficoltà logistiche per il caldo, approfondendo vari materiali a partire dalla fotografia della situazione diocesana emersa dall'Assemblea unitaria del 20 giugno. Una riflessione partita da come ognuno si sente in AC, raccontando con un oggetto un momento importante della sua vita associativa, e da cosa ha colpito della visita alla Sede. I partecipanti in piccoli gruppi hanno poi ragionato su quali sono i nodi prioritari da portare avanti per progettare e sognare il futuro, immaginando la nostra AC come un grande albero radicato nel terreno: le radici sono la nostra storia, ciò che costruisce le nostra identità e ci rende stabili e perciò non va cambiato - dalle radici sale la linfa che nutre i rami, cioè le situazioni attuali che possono essere potate o curate per fiorire meglio - i fiori rappresentano i sogni, i progetti, le novità che potranno scaturire nel futuro dal nostro impegno, insieme agli altri.

La cena conviviale condivisa in semplicità nella sala refettorio, insieme ai collaboratori nazionali, e una vivace serata di giochi e canti hanno concluso la serata.

Domenica 6 settembre poi abbiamo vissuto un altro momento speciale: infatti proprio per vivere appieno la particolarità di essere a Roma, già in fase di organizzazione avevamo deciso di non restare a Messa alla Domus o in una parrocchia vicina, ma di andare a San Pietro, anche come segno di quella vicinanza al Papa che è un tratto distintivo dell'Azione Cattolica fin dalla sua nascita.

Così domenica mattina presto, lasciate le nostre stanze, siamo usciti dalla Domus Mariae e con i mezzi pubblici - e sotto il sole!- siamo andati a San Pietro per partecipare alla Messa e poi all'Angelus. Caldo e fatica del cammino non ci hanno scoraggiati, puntuali alle 10.00 siamo entrati in Basilica per partecipare alla Celebrazione Eucaristica, che ci ha fatto "gustare" dal vivo la cattolicità della Chiesa universale: la navata piena, persone di Paesi e lingue diversi che partecipavano alla Messa presieduta da un cardinale, celebrata in italiano e con parti in latino, inglese e spagnolo, e con decine di ministri e sacerdoti a distribuire la Comunione...un momento in cui ognuno di noi, con emozione e stupore, ha avvertito di far parte di qualcosa di grande e il dono meraviglioso che è la Chiesa. Usciti, il nostro entusiasmo incontenibile ha resistito anche al sole cocente per ascoltare le parole di Papa Leone all'Angelus.

Infine, rientrati alla Domus, l'ultimo momento di plenaria per un confronto fraterno e sincero sui nodi emersi e per fare sintesi delle conclusioni dei gruppi, sintesi che diventerà base per il lavoro nelle parrocchie sul Documento assembleare. Foto di gruppo finale all'ingresso della "nostra" Sede nazionale con la bandiera dell'AC, prima di ripartire in treno o in auto verso casa, pieni di emozioni e di speranza. Sentirsi a casa propria in AC, abitare nelle residenza interna della Domus intitolata a San Piergiorgio Frassati, condividere i pasti con i responsabili nazionali, celebrare a San Pietro e ascoltare il Papa, più di tutto essere insieme e sentirsi una famiglia sono state le emozioni più grandi che ci portiamo da questo Campo e possiamo concludere che... ne è valsa la pena, eccome!

Le voci dei partecipanti

Mi ha riportato alla mente ricordi di una delle prime esperienze nazionali e diocesane vissute con l'associazione, oltre ciò aver condiviso questo momento con gli adulti che hanno raccontato momenti associativi vissuti in quei luoghi anni prima è stato davvero emozionante. Porto con me la gioia dello stare insieme e la voglia di far rifiorire la nostra realtà diocesana.

Non c'ero mai stata prima e sicuramente il tempo passato lì non è stato molto. Ma è bastato lo stesso per sentirmi a casa, sentivo di riconoscere quelle mura e di sentirle come delle braccia che mi abbracceranno sempre. Sono stata felice dell'aria di famiglia che si respirava, soprattutto nei momenti di condivisione della cena e del pranzo peró il momento che mi ha emozionato di più è stata la visita a San Pietro, un sogno che ho realizzato. È stato un bel viaggio per riscoprire le nostre radici e per tornare a casa per imparare a far crescere meglio la nostra associazione.

Vedere con i miei occhi il luogo dove tutto è realizzato ha acceso dentro di me una fiamma che voglio tenere viva. Mi sono sentita accolta come se non fosse stata la prima volta. Un sentimento che terrò con me per sempre è la felicità che ho provato durante la messa a San Pietro. "Sono fortunata, perché faccio parte di una cosa così bella"

Essere tutti insieme a Roma nella Casa Madre della nostra amata Associazione, è stato un Ritrovarsi a Casa, ci siamo riconosciuti tutti. Vedere con i propri occhi dove nascono le idee che si incamminano verso di noi, e che ci guidano nell'arco dell'intero anno.La presenza dei ragazzi, linfa vitale per il nostro futuro associativo è stata preziosa e insostituibile, come pure prezioso è stato leggere i nomi della Barelli, Bachelet, Morosini , Nennolina e altri mi hanno arricchito di un passato che può solo essere di ispirazione x il futuro

Ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di partecipare, e vivere questa occasione di ritrovo con gli amici, conosciuti al campo nazionale di Ascoli Piceno, di vedere quanto sono coinvolti e si prodigano per tutti noi mettendo insieme sempre idee nuove che possano colpire e fare si che lo scopo della nostra missione, sia sempre più efficace. È stato bello condividere questa esperienza, del campo unitario con i giovan, è sempre una scoperta nuova, lo scambio di esperienze tra le generazioni. E poi l'esperienza di piazza San Pietro con l'Angelus in diretta del Papa unica ed emozionante

ho respirato di nuovo aria di casa, Mi sono sentita a casa, senza dover chiedere permesso. Accolta, cercata, voluta. Come se quel filo non si fosse mai spezzato. Quello che mi ha toccato di più quest'anno, più degli altri anni, è stato lo scambio con gli adulti. Ci siamo raccontati, abbiamo ripercorso gli anni passati, le storie, i volti, i campi di una volta. E ho capito con una chiarezza nuova che non siamo solo un gruppo di quest'anno o dell'anno scorso o ľanno venturo. Siamo una storia. Una storia lunga, che esiste da prima di noi e che continua anche grazie a noi.Siamo piccoli tasselli, ognuno con la sua vita la sua strada, anche quella tortuosa, di un disegno molto più grande di noi. E sapere di esserne parte è sempre emozionante.

Ogni campo lo definisco come un inizio di un nuovo cammino, e un augurio con tutto il cuore anche quest'anno per la situazione che stiamo vivendo, ma sono sicura che il Signore ci dà forza e coraggio di andare avanti 🙏🙏 quest'anno è stato fondamentale che siamo andati a riscoprire le nostre radici è rappresentato non solo luogo di formazione e di apprendimento ma anche di condivisione , crescita e convivenza .infine mi sono resa conto di quanta strada ho fatto e di quanta esperienza e valori sono unici ,guardando il percorso fatto ringrazio le persone che mi sono state accanto

Share this post:
Facebook
Instagram
© 2026 Azione Cattolica Pozzuoli. Tutti i diritti riservati.
Realizzato con da Antonino Di Giglio