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Dal tempo che scorre al tempo che salva

La giornata di spiritualità per gli adulti di Pozzuoli e Ischia

Antonino Di Giglio

Antonino Di Giglio

Adulti
21 dic 2025
3 min

La giornata di spiritualità per gli adulti di Pozzuoli e Ischia

NAPOLI – Nella cornice suggestiva e silenziosa dell’Eremo dei Camaldoli, lo scorso 20 dicembre 2025, gli adulti dell'Azione Cattolica delle diocesi di Pozzuoli e di Ischia si sono ritrovati per una giornata di spiritualità dedicata al cammino dell’Avvento.

Il tema dell’incontro, “Dal tempo che scorre al tempo che salva”, ha guidato i partecipanti in una profonda riflessione sulla gestione del tempo e sulla capacità di fare spazio all’eterno nel presente.

Tra Chronos e Kairos: la lezione di Don Tonino Bello

La preghiera iniziale ha offerto una chiave di lettura fondamentale per vivere l'Avvento: il passaggio dal Chronos – il tempo che scorre, segnato da affanni e fragilità – al Kairos, il tempo favorevole della salvezza.

Attraverso gli scritti di Don Tonino Bello, i presenti sono stati invitati a riscoprire la responsabilità come il vero nome del tempo che salva.

«Il Signore viene adesso, nell'oggi, nel pane spezzato, nell'ultimo degli ultimi»

La meditazione ha esortato i laici a non restare inerti a guardare l'orologio, ma a trasformare ogni minuto in un’occasione d’oro per accogliere Cristo attraverso l’impegno concreto e l’amore che spezza le catene della solitudine.

Il Magnificat: una rivoluzione dello sguardo

Al centro della giornata, l’intervento di don Domenico Lasaponara ha offerto una lettura profonda e “politica” del Magnificat, presentato come una vera chiave di lettura della storia.

Don Domenico ha paragonato l’Avvento a una stazione ferroviaria:

«Se ti addormenti, perdi il treno.
Se invece resti sveglio, anche se nella valigia manca qualcosa, il treno arriva lo stesso».

Un invito a esserci, perché Dio non arriva solo quando siamo perfetti, ma abita la nostra fragilità.

Punti di discernimento dal Magnificat

  • Magnificare è fare spazio
    Non si tratta di “ingrandire” Dio, ma di lasciargli spazio nei pensieri e nelle relazioni, rompendo schemi mentali e rigidità che spesso soffocano la fede.

  • Il rovesciamento dei troni
    Il cantico di Maria smaschera i “piccoli troni” su cui spesso sediamo: il bisogno di controllo, l’esercizio del potere in famiglia o in parrocchia, la pretesa di avere sempre ragione.

  • Il primato dell’azione di Dio
    Citando il teologo Ermes Ronchi, don Domenico ha ribadito che la pietra d’angolo della fede non è ciò che noi facciamo per Dio, ma ciò che Dio fa per noi.
    La salvezza è sapersi amati da Lui prima di ogni nostra opera.

Un impegno per il futuro

La giornata si è conclusa con l’invito a «pregare il Magnificat affacciandosi sul balcone del futuro», con la certezza che la storia non precipita verso il vuoto, ma verso le braccia di Dio.

Gli adulti di Pozzuoli e Ischia ripartono dall’Eremo con una domanda che risuona nel cuore:

«Di che cosa dovrei svuotarmi per lasciare spazio al Regno di Dio?»

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