Ieri, a Pianura, presso la parrocchia San Lorenzo Martire, si è svolto il primo appuntamento del percorso “Democrazia e/è Partecipazione. Riscopriamo la Dottrina Sociale della Chiesa”, promosso dall’Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro della Diocesi di Pozzuoli insieme al MLAC diocesano.
Un incontro intenso, rivolto a giovani e adulti, nato dall’urgenza di formare coscienze capaci di leggere la realtà sociale alla luce del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa (DSC). Non una riflessione astratta, ma un invito concreto alla responsabilità.
Sono intervenuti:
- Francesco Del Pizzo, docente di Dottrina Sociale della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso d’Aquino e presidente diocesano di Azione Cattolica di Napoli
- Mario Casillo, Vicepresidente della Regione Campania
- Mons. Carlo Villano, VEscovo di Pozzuoli
- Vincenza Varchetta, Assessore della IX Municipalità
- Giovanni Pio Marenna, Incaricato Regionale MLAC Campania
La Dottrina Sociale: non ideologia, ma teologia morale
Uno dei punti centrali emersi è che la Dottrina Sociale della Chiesa non è un’ideologia politica né una “terza via” tra capitalismo e socialismo. Come chiarito dal magistero, essa è una vera e propria teologia morale applicata alla vita sociale.
La DSC offre principi, non soluzioni tecniche preconfezionate. Forma le coscienze, non crea partiti. Fornisce criteri per discernere, non slogan da ripetere.
In un tempo segnato da polarizzazioni e semplificazioni, questo è un messaggio quanto mai attuale.
Il metodo: vedere, giudicare, agire
Un passaggio fondamentale è stato il richiamo al metodo “vedere, giudicare, agire”.
- Vedere: analizzare con serietà la realtà sociale, economica e politica.
- Giudicare: confrontarla con il Vangelo e con i principi della DSC.
- Agire: impegnarsi concretamente per trasformare ciò che è ingiusto.
Questo metodo evita sia l’attivismo superficiale sia il moralismo astratto. Chiede studio, discernimento e responsabilità personale.
I quattro pilastri: dignità, bene comune, sussidiarietà, solidarietà
Il percorso ha ripreso i principi fondamentali della DSC:
- La dignità della persona umana, fondamento di tutto.
- Il bene comune, che non è la somma degli interessi individuali, ma l’insieme delle condizioni che permettono a tutti di realizzarsi.
- La sussidiarietà, che valorizza le persone, le famiglie, le comunità locali, evitando centralismi e assistenzialismi.
- La solidarietà, intesa non come semplice emozione, ma come responsabilità reciproca.
Questi principi sono stati sviluppati nel tempo dal magistero sociale, che ha continuamente aggiornato la riflessione della Chiesa di fronte alle nuove sfide storiche: sviluppo, lavoro, economia, globalizzazione, ecologia, fraternità tra i popoli.
In particolare, è risuonata forte l’idea che l’economia debba essere al servizio dell’uomo e che debba prevalere “non il diritto del più forte, ma la forza del diritto”.
Democrazia è partecipazione
Il titolo del percorso non è casuale: democrazia non è solo voto, ma partecipazione. Non delega passiva, ma corresponsabilità.
La DSC invita i cristiani – e ogni uomo di buona volontà – a essere cittadini attivi, competenti, formati. A non farsi strumentalizzare. A non ridurre il Vangelo a bandiera politica.
È stato richiamato anche l’esempio di Giorgio La Pira, che ha incarnato nella vita pubblica i principi della Dottrina Sociale: centralità della persona, lavoro come diritto fondamentale, pace come costruzione quotidiana.
Un’urgenza educativa
In un’epoca dominata da tecnocrazia, comunicazione rapida e logiche di potere, la formazione diventa decisiva. Senza studio e discernimento, la Dottrina Sociale rischia di essere ridotta a slogan. Con una formazione seria, diventa invece strumento di libertà.
Il percorso appena iniziato rappresenta un’opportunità preziosa per la nostra comunità: non solo per conoscere meglio la DSC, ma per riscoprire il senso alto della politica come forma esigente di carità.
Perché, in fondo, democrazia è partecipazione solo se ci sono coscienze formate, libere e responsabili.
E questo cammino è appena cominciato.